I nostri canali

La piana di Caserta è attraversata dal Volturno, il fiume più lungo dell’Italia meridionale, che scorre lungo una vastissima pianura fino a sfociare nel Tirreno, ed è delimitata a est e a nord da alcuni importanti rilievi. Tra questi, la catena dei tifatini spicca per biodiversità, fascino e un’ecologia unica. È un tesoro nascosto che offre paesaggi mozzafiato e una ricca varietà di flora e fauna. 

I tifatini fanno da cornice alla città della reggia: si estendono per 70km2 circa e sono delimitati a nord dal Volturno e a sud dalla piana campana. Le vette più alte sono il monte Virgo (620m slm) e il monte Tifata (603m slm). Nasce sui tifatini lo splendido borgo medievale di Casertavecchia, famoso per i resti del suo castello e per le stradine caratteristiche. 

L’origine del nome

Sull’origine del nome Tifatini sono due le ipotesi più accreditate. Secondo alcuni grammatici Tifata indicava la presenza di boschi di leccio (Quercus ilex) (tifata = iliceta); per altri deriva dal termine sannitico tifa, che significherebbe “monte”.  

La geologia

Quest’area preappenninica plasmata dai processi geologici è principalmente di natura carbonatica. 

Dal momento che le cime che superano i 600 metri di altitudine sono soltanto due, quando si parla dei tifatini è più appropriato descriverli come colli anziché monti. E difatti la vegetazione spontanea dei colli è tipica delle zone collinari della macchia mediterranea.  

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La flora dei tifatini 

I colli tifatini ospitano una varietà di ecosistemi che contribuiscono alla diversità della flora presente. Dai boschi alle praterie, dalle fioriture ai campi coltivati, ogni angolo di questa regione è caratterizzato da specie vegetali uniche e affascinanti. Troviamo lecci, roverelle, pini domestici e marittimi, castagni, allori e orchidee selvatiche. Qui gli arbusti spadroneggiano: ginestra, rosmarino, mirto, oleandro e pungitopo sono molto presenti in tutta l’area. Il fico d’India (opuntia ficus-indica) prospera in tutta l’area.

Va precisato che la maggior parte dei pini silvestri presenti sulle colline tra Casertavecchia e il comune di Castel Morrone ha un’origine artificiale. Infatti, intorno agli anni 60 del 1900, l’amministrazione locale decise di piantare questa specie sulle colline precedentemente disboscate durante il regno dei Borbone. Magari con una analisi più accurata, chi di competenza avrebbe fatto piantare una specie preesistente, come il leccio o il castagno. È inoppugnabile che questa decisione di sessanta anni or sono abbia stravolto lo sviluppo floro-faunistico della zona. 

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La fauna  

La fauna dei colli è altrettanto affascinante e variegata. Grazie alla diversità degli habitat presenti, questa regione è un luogo ideale per una vasta gamma di creature.  

Tra gli uccelli, i rapaci diurni più presenti sono la poiana e il gheppio, mentre tra i notturni annoveriamo la civetta, il barbagianni, il gufo reale, il gufo comune, l’allocco e l’assiolo. Numerosi sono i passeriformi, tra cui gazze eurasiatiche, ghiandaie, cornacchie e taccole, merli, tordi, cinciarelle e cinciallegre. Osservare tortore e colombacci non è difficile. 

Percorrendo le strade che contornano i colli è facile incontrare due tra i mammiferi più presenti, ossia volpi rosse e cinghiali. Sui tifatini vivono anche tassi, lepri e ricci. Negli ultimi anni sono stati avvistati alcuni esemplari di lupo appenninico, ma non è possibile affermare che il lupo dimori in maniera stanziale sui tifatini.

Tra i rettili e gli anfibi annoveriamo il biacco, la natrice dal collare, la vipera aspis, rospi e rane. Numerose sono le lucertole campestri e muraiole. 

Non è accertata la presenza del gatto selvatico, del ghiro, della puzzola europea e della testuggine di terra.

Clicca qui per un approfondimento sull’avifauna dei colli Tifatini▼

Le specie di uccelli presenti sui colli tifatini sono moltissime: infatti troviamo sia specie legate all’habitat collinare, sia specie strettamente collegate ad un habitat urbano. Queste sono alcune delle specie più comuni sui colli (la presenza può variare in base al periodo dell’anno).

Gheppio

Poiana

Ghiandaia

Gazza

Picchio rosso maggiore

Cardellino

Rampichino

Ballerina bianca

Cinaciallegra

Cinciarella

Fringuello

Civetta

Codibugnolo

Capinera

Barbagianni

Parrocchetto dal collare

I sentieri naturalistici

I colli tifatini sono attraversati da una rete di sentieri che offrono delle vedute panoramiche uniche. Se ami i percorsi escursionistici e ti trovi in zona, non puoi non affrontare i sentieri di Castel Morrone, il sentiero del mirto o quello che giunge al monte Castello, vetta di 420 m. Sempre da Castel Morrone si intraprende il sentiero che passa per le comole, doline di origine carsica. I tifatini sono casa dell’acquedotto carolino che porta tutt’oggi l’acqua alla Reggia di Caserta. Si può passeggiare lungo l’acquedotto, seguendo il sentiero che collega i vari torrini edificati dal Vanvitelli per la gestione del condotto, partendo dai borghi di Casolla, Piedimonte, Mezzano, Tuoro, Santa Barbara, Garzano. Affascinanti le fonti d’acqua pura che troviamo sui colli, la Linara, la Fusaro o la Virgo. 

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Il Parco Urbano dei Colli Tifatini

L’attività estrattiva per la produzione di cemento nei colli tifatini rappresenta una sfida delicata tra l’utilizzo delle risorse naturali e la conservazione dell’ambiente. Da molti anni è stata proposta l’instaurazione di un Parco Urbano a protezione dei colli, anche per combattere e fermare i piromani che da anni causano incendi in tutta l’area.  

La ricorrenza quasi annuale di incendi sui colli tifatini rappresenta una sfida critica per la conservazione di questa preziosa regione. Gli incendi possono avere conseguenze devastanti sull’ecosistema locale, distruggendo habitat naturali, mettendo a rischio la biodiversità. È essenziale adottare misure preventive più rigorose, promuovere l’educazione sulle pratiche di prevenzione degli incendi e coinvolgere attivamente la comunità locale nella tutela di questa meravigliosa area.

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In conclusione, i Colli Tifatini rappresentano un tesoro da proteggere e scoprire. Esplorare questa regione significa immergersi in un mondo di meraviglie naturali, dove la varietà degli ecosistemi crea un equilibrio delicato e affascinante.

La biodiversità dei colli tifatini

La biodiversità dei colli tifatini

linkografia immagini (licenze creative commons)

(2) modificata da google earth

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Common_kestrel_falco_tinnunculus.jpg

https://www.picturethisai.com/it/wiki/Orchis_italica.html

https://pxhere.com/it/photo/1616324


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Ciao visitatore, mi chiamo Michele e sono il fondatore di orniinfo.com. Sono un "Millenials" e studente universitario. La mia passione per l'ornitologia nasce a 20 anni, quando ho iniziato a prendermi cura del canarino di mio padre. Ho studiato su molti libri sull'ornitologia e l'esperienza acquisita fa sì che riesca a dare molti consigli a allevatori e birdwatchers, soprattutto a chi è alle prime armi.

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