Per definizione il fotoperiodo è la durata del periodo di luce in 24 ore, cioè nell’arco di una giornata. 

Prima di vedere in che modo la luce influisce sull’attività dei nostri volatili da compagnia, capiamo che ruolo essa svolge in natura. 

La luce è un fattore ecologico

In ecologia la luce è un fattore ecologico, vale a dire una variabile dell’ambiente in grado di condizionare la vita di un organismo. Altri fattori ecologici sono la temperatura, l’acqua, la pressione, la presenza di ossigeno o la struttura del suolo.  

La luce in natura diventa una condizione necessaria per innumerevoli specie viventi, in particolare per quanto riguarda tre suoi aspetti: il fotoperiodo, l’alternanza giorno-notte e l’intensità. 

Questi tre elementi dipendono dalla latitudine e dall’alternanza delle stagioni. 

Il fotoperiodo

Il fotoperiodo viene percepito dagli esseri viventi per mezzo di un recettore. Mentre le piante lo recepiscono tramite un pigmento (fitocromo), gli animali si avvalgono degli occhi

Consideriamo un albero di faggio, un caducifoglio (cioè che perde le foglie nel periodo dell’anno sfavorevole) presente in quasi tutta Europa. Come fa l’albero a sapere quando perdere le foglie? E allo stesso modo come fa a capire quando mettere i fiori? In breve, a fine estate i suoi recettori capiscono che le giornate si accorceranno sempre più e quindi che si va verso la fase invernale, il periodo più freddo dell’anno. È il momento di perdere le foglie. A marzo le giornate cominciano ad allungarsi: si va verso giornate più lunghe che vogliono dire più luce e più caldo! È il momento di mettere le foglie e i fiori! 

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Negli animali il fotoperiodo ha la stessa funzione. Gli animali che vanno in letargo recepiscono l’aumento del fotoperiodo e si risvegliano; le rondini recepiscono che le giornate si allungheranno e migrano verso nord. 

Per gli animali la luce diventa un fattore fondamentale, a tal punto da regolare l’intera vita in base al suo ciclo: si parla di ritmo circadiano

Il ritmo circadiano è come un orologio biologico che regola le attività del nostro organismo e che impatta sull’alimentazione, sul sonno o anche sul sistema cardiocircolatorio. Se il circadiano regola la vita nella giornata di un animale, il ritmo circannuale regola le varie fasi vitali durante l’arco dei 365 giorni. 

Sono regolati dal fotoperiodo la riproduzione, la muta, la crescita del pelo, l’accumulo di grasso

Abbiamo visto come la luce condizioni la vita di tutti gli esseri viventi, uomo compreso. Ma torniamo al fotoperiodo in allevamento. 

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Il fotoperiodo in allevamento: luce naturale vs luce artificiale

La regolazione del fotoperiodo sta alla base della gestione dei nostri animali.  

Prendiamo in considerazione i canarini. Il più importante fattore scatenante l’estro nei canarini è il prolungamento delle ore di luce. L’ipotalamo degli uccelli viene stimolato. Esso a sua volta chiama in causa l’ipofisi, una ghiandola endocrina. L’ipofisi secerne gli ormoni che andranno a “risvegliare” le gonadi dei maschi e delle femmine. 

Al contrario, la riduzione delle ore di luce porta gli uccelli a intraprendere la muta, vale a dire il ricambio completo delle piume e delle penne. 

Chi alleva esclusivamente a luce naturale, offre ai propri uccelli un fotoperiodo certamente regolare, che segue l’ambiente esterno. 

Chi alleva a luce artificiale deve preoccuparsi di regolare le fonti luminose dell’allevamento il più possibile simili alla luce naturale. Può avvalersi delle molteplici centraline elettriche in commercio, dette “alba e tramonto”, che servono proprio a regolare con un timer preimpostato, sia intensità che durata della luce. 

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Ciao visitatore, mi chiamo Michele e sono il fondatore di orniinfo.com. Sono un "Millenials" e studente universitario. La mia passione per l'ornitologia nasce a 20 anni, quando ho iniziato a prendermi cura del canarino di mio padre. Ho studiato su molti libri sull'ornitologia e l'esperienza acquisita fa sì che riesca a dare molti consigli a allevatori e birdwatchers, soprattutto a chi è alle prime armi.

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