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Chi non ha mai visto almeno una volta sul web, a casa di un parente o in tv, quel simpatico pappagallino con la cresta e con le guance rosse? È uno dei pappagalli da compagnia più diffusi in Italia che può imparare anche a ripetere qualche parolina. Sto parlando ovviamente della Calopsitta e in questo breve articolo vedremo come allevare questo simpatico uccello.

Da dove arriva la calopsitta?

Questo psittaciforme, erroneamente chiamato anche calopsite, è originario dell’Australia, dove vive in piccoli gruppi nei presso di un corpo d’acqua, che può essere un fiume o un lago. Alcune colonie sono state avvistate in Italia, sicuramente sfuggite dalla vita in cattività, e pare che riescano anche a riprodursi.

Locali d’allevamento

Nonostante sia il pappagallo più piccolo della famiglia dei Cacatuidi, ha bisogno di molto spazio per apprendere ed esercitare il volo per tutta la sua vita. Puoi anche lasciarla libera in casa: in questo modo potrà esercitare sia il volo che la fantasia. In natura, come tutti i psittaciformi, vive in gruppi ed è quindi molto socievole. Ti consiglio di adottare almeno una coppia di calopsitta che si faccia compagnia.

La lunghezza minima della gabbia deve essere di un metro e, come per i canarini, è preferibile si sviluppi in orizzontale. In voliera devono esserci almeno due posatoi e un beverino. La gabbia non va posizionata a terra e soprattutto vicino a fonti di calore o nei pressi di correnti d’aria.

Il fotoperiodo deve seguire il più possibile quello naturale. Se allevi all’esterno, non avrai problemi legati alle ore di luce. Se allevi in locali chiusi o se hai la gabbia in casa, dovrai lasciare al calopsitta almeno 9 ore di buio in cui il volatile possa dormire in tranquillità. Puoi simulare il fotoperiodo naturale con una centralina alba e tramonto.

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L’alimentazione

La dieta della calopsitta è molto varia. Deve essere sempre presente in voliera una mangiatoia per ogni soggetto, contenente una miscela di semi per calopsitte. Queste si trovano in tutte le uccellerie o negozi di animali e contengono principalmente: miglio (giallo e bianco), scagliola e avena.

Quotidianamente o quasi, le calopsitte necessitano di frutta fresca e verdura nella loro dieta. Offri ai pennuti albicocca, ananas, arancia, banana, fichi, kiwi, mela, melone, pesca e uva. Tra le verdure puoi dare broccoli, cavoli, cetrioli, piselli, sedano, zucca e zucchina. Varia il più possibile la frutta e la verdura fresche e offri ai volatili poche razioni che riescano a terminare in giornata.

Le calopsitte vanno abituate a mangiare frutta e verdura sin dalla piccola età.

Esse possono mangiare anche legumi cotti, tra cui ceci, fagioli e lenticchie: questi apportano molte proteine, indispensabili alla vita in voliera.

Ciò che invece apporta il calcio invece, fondamentale soprattutto alle femmine che si approcciano a deporre le uova, è il classico osso di seppia. Non deve mai mancare in gabbia.

L’osso di seppia è da sempre utilizzato come fonte di calcio primaria in allevamento, e ha anche una funzione igienica. Acquista nel banner qui sotto gli ossi di seppia! #adv

Il pastone per le calopsitte

In commercio non troverai un pastoncino specifico per calopsitte, ma una miscela per pappagalli, che può integrare la dieta anche delle cocorite o degli inseparabili. Questo è a base di uovo e contiene biscotto, piccoli pezzetti di frutta essiccata e estrusi. È ricco di vitamine aggiunte e apporta un sacco di nutrienti: proprio per tale motivo ti consiglio di somministrarlo tutti i giorni o a giorni alterni durante la muta e in fase di precova.

Cibi da evitare

Come per tutti gli uccelli, sono assolutamente da evitare i seguenti alimenti: avocado, cioccolato, caffeina, latte, proteine e grassi animali, vale a dire carne e pesce. Da evitare anche cipolla, aglio e prezzemolo.

La riproduzione

La decisione di far riprodurre le calopsitte è un’affascinante avventura che può darti molte soddisfazioni. La primavera è il periodo migliore per la fase riproduttiva poiché non fa nè troppo caldo nè troppo freddo. Per chi alleva all’esterno in primavera si raggiungono le 12 ore di luce, le ore minime di luce necessarie per avviare la riproduzione.

Non è difficile far riprodurle in cattività: va inserito in gabbia un nido in legno a casetta, lo stesso che si usa per i parrocchetti ondulati. Il nido dovrebbe avere una dimensione di circa 20/30 cm x 20/30 cm, con un foro di entrata di 7 cm di diametro posizionato frontalmente.

La maturità sessuale viene raggiunta solitamente attorno ai 10-12 mesi. Tipicamente, mettere insieme un maschio e una femmina è sufficiente per innescare il processo di accoppiamento, ma è importante notare che le personalità degli animali possono variare, e non sempre la convivenza è armoniosa. Sebbene sia raro, è possibile che i due soggetti non vadano d’accordo.

All’interno del nido è possibile inserire piccoli pezzetti di legno o segatura.

Avvenuto l’accoppiamento, le calopsitte depongono le uova a giorni alterni. Durante il giorno, maschio e femmina si alternano nella covata. Di notte cova la femmina. I piccoli nascono dopo 22-24 giorni.

Dopo circa 30 giorni nel nido, o anche meno, i piccoli escono dal nido ma continuano a dipendere dai genitori che continuano ad imbeccarli per un altro mese. È bene che i due genitori abbiano sempre a disposizione il pastoncino e delle spighe di panico con cui nutrire i piccoli.

Si raccomanda di non far riprodurre i pappagalli più di due volte all’anno, poiché ciò può risultare troppo stressante per loro.

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La pettorina per calopsitte

Negli ultimi anni è sempre più di tendenza utilizzare una pettorina per i nostri pappagalli. La calopsitta come tutti gli altri pappagalli, è un uccello predisposto ad essere addomesticato. Alla calopsitta puoi insegnare moltissimi trucchetti, puoi insegnarle a riconoscere il tuo richiamo e a farla tornare da te dopo un piccolo volo all’aperto. Volare all’aria aperta comporta ovviamente molti rischi, quali attacchi da parte di altri uccelli oppure un allontanamento involontario da parte della calopsitta. È per tale motivo che la pettorina è sempre più scelta e consigliata dagli allevatori. Quella che ti consiglio la trovi qui sotto.

Pettorina per calopsitte

Altri consigli

La calopsitta come tutti gli altri uccelli, ha bisogno di fare il bagnetto. Puoi offrire ogni tanto una vaschetta con un dito d’acqua in cui il piccolo volatile entrerà e si divertirà a schizzare da tutte le parti. In alternativa puoi delicatamente usare uno spruzzino direttamente sull’uccello.

Può capitare che una calopsitta stia evidentemente male, sia più debole del solito, sia un po’ più gonfia. In questi casi non esitare a contattare o a portare il soggetto da un medico veterinario che saprà sicuramente aiutarti.

La calopsitta: allevamento alimentazione e riproduzione

La calopsitta: allevamento alimentazione e riproduzione

Linkografia immagini (di dominio pubblico)

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La calopsitta: allevamento alimentazione e riproduzione


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Ciao visitatore, mi chiamo Michele e sono il fondatore di orniinfo.com. Sono un "Millenials" e studente universitario. La mia passione per l'ornitologia nasce a 20 anni, quando ho iniziato a prendermi cura del canarino di mio padre. Ho studiato su molti libri sull'ornitologia e l'esperienza acquisita fa sì che riesca a dare molti consigli a allevatori e birdwatchers, soprattutto a chi è alle prime armi.

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