L’orsa Amarena, che nei giorni scorsi aveva sorpreso alcuni turisti attraversando le strade del borgo di Bisegna con alcuni cuccioli, è stata uccisa a fucilate. “Ho sparato per paura ma non volevo uccidere” avrebbe confessato ai carabinieri l’uomo che è accusato della morte dell’animale. Amarena era diventata il simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per le sue incursioni insieme ai piccoli, in cerca di cibo tra i comuni della marsica. Le dichiarazioni da parte del pnalm: “l’episodio è un fatto gravissimo, che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco”.

L’orso bruno Marsicano, di cui Amarena faceva parte, è una sottospecie unica di orso bruno europeo che è stata a rischio di estinzione per molti anni. Il suo territorio principale è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, un’area protetta che offre uno dei pochi rifugi rimasti per questa specie minacciata. La morte di Amarena è un colpo devastante per gli sforzi volti a garantire la sopravvivenza di questi magnifici animali.

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